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Di matematica ma non soltanto…

Riassunto di una (mezza) vita – parte prima: le abitazioni

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ATTENZIONE: post in lavorazione…

Si sta avvicinando il mio 56° compleanno; qualcuno mi ha chiesto un bilancio della mia vita, ma non ho nessuna intenzione di farlo: i bilanci si fanno a fine esercizio, e io conto di superare i 100 anni…

Farò perciò non un bilancio, ma un riassunto delle mie esperienze, e lo farò certo fra me e me, perché "è robbba mia"…

Però qualcuna delle mie esperienze la voglio anche condividere con quei pochi che frequentano e apprezzano questo blogghino…

Una parte delle esperienze, mie come di tutti, è rappresentata dalle case nelle quali abbiamo abitato.
Questo post sarà perciò dedicato ai luoghi nei quali ho vissuto.

E cominciamo da dove sono nato (anzi, visto che anagraficamente sono nato al Policlinico ‘Umberto I’, dalla casa nella quale abitavano i miei…); si trova a Roma, in Piazza Ragusa:

Ragusa

Palazzone di nove piani, con ascensore spesso guasto, sicché la povera mammina, spesso, dopo avermi portato a passeggio, si sciroppava nove piani a piedi con carrozzina annessa… e le carrozzine di quando sono nato io mica erano alluminio e plastica, leggere come quelle di oggi…

Dopo un po’ di tempo, ci siamo trasferiti, non lontano da piazza Ragusa. Mio nonno materno possedeva un pezzettino di terreno in via della Caffarelletta, proprio di fronte al parco dell’Appia Antica, aria buona e pura… e siccome mio nonno era mastro muratore ("Mastro Umberto") era naturale che la casetta se la costruisse da solo, mattone su mattone:

Caffarelletta

È l’abitazione alla quale sono più legato, dato che lì ho passato tutta la mia infanzia. Certo adesso è ridotta male, fatiscente… d’altronde non è più nostra, purtroppo!

Erano tre stanze (meglio, stanzine), ma aveva un giardino davanti che mio nonno curava come la luce dei suoi occhi, la vasca dei pesci rossi, un piccolo gazebo fronzuto che d’estate era un toccasana e nella parte posteriore un cortiletto sotto un fico che dava certi fichi ottobrini… giuro che ne ho ancora il sapore in bocca… in quel cortile, nel quale nonno aveva costruito un tavolino in cemento e tassellini di marmo, ho studiato per quasi tutti gli anni delle elementari e parte delle medie.

Nello stesso periodo, avevo però abitato, di tempo in tempo, anche qui:

janske lazne

Si tratta del paesino di Jánské Lázně, nel nord di quella che era la Cecoslovacchia, ora nella Repubblica Ceca (brevemente Cechia). È una stazione termale, che negli anni 50 e 60 serviva da sanatorio per curare gli effetti della poliomielite, malattia di cui mi ero ammalato a 10 mesi.Prima di andare in ospedale, però, con i miei avevamo abitato per un certo tempo a Praga, presso l’Hotel Ambassador:

ambassador
Quando frequentavo la prima media ci siamo poi trasferiti di nuovo, sempre non lontano, stavolta in via Platina:

Platina

La palazzina è quella frontale, nella quale stanno facendo dei lavori. Non ci siamo rimasti molto, purtroppo, perché in parte per problemi di lavoro di mio padre, in parte perché io dovevo tornare in Cecoslovacchia per curarmi, l’abbiamo dovuta lasciare…

E così ci siamo trasferiti e siamo andati ad abitare qui:

uvalska

(Praga, Úvalská). Purtroppo non ho trovato una foto del palazzo, perciò inserisco una veduta dall’alto…), e poi qui:

pocernicka

(Praga, Počernická). Questo succedeva fino a quando ho iniziato il liceo. A quel punto non potevo più passare l’autunno/inverno a Praga e l’estate a Roma, dando gli esami da privatista, perciò abbiamo cercato casa a Roma e siamo venuti ad abitare qui, in via Annia, al Celio:

Annia

quando frequentavo la scuola, mentre d’estate abitavo qui:

krc
È un ospedale di Praga, quello nel quale continuavo le mie cure.

La casa di via Annia è stata la mia casa per 12 anni, gli anni dell’adolescenza, del liceo, dell’Università, dei primi innamamoramenti, della convivenza con la prima moglie (breve, ahimè), della nascita della prima figlia; insieme a quella della Caffarelletta è quella che ricordo con più piacere…

E poi, nell’80, la decisione, insieme alla mia compagna di allora, che sarebbe poi diventata la mia seconda moglie, di andare a viviere insieme, qui:

Spinaceto

(Roma, Spinaceto; ricordate il film di Moretti, Caro Diario, con lui che scorazza in vespone… ecco, lì!). Fino al 2001, quando mi sono separato dalla seconda moglie con la quale nel frattempo avevo avuto due tesori di figli…

Le successive due abitazioni sono state a Santa Marinella, nei pressi di Roma; posterò le foto appena avrò avuto occasione di farle…

E infine l’abitazione attuale, che sono certo che non sarà l’ultima, in via Fiorini:

Fiorini

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Written by matemauro

15-09-2007 a 13:43

20 Risposte

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  1. mi hai dato una idea
    lo faccio anche io le foto…dove ho vissuto

    mianonnaincarriola

    15-09-2007 at 13:49

  2. Davvero che bella idea raccontarsi on i luoghi dove si è vissuto e poi Praga, una città che ho visto prima e dopo la caduta del muro…. Mi sono emozionata!
    P.s. Buon Compleanno!

    bandolin

    15-09-2007 at 14:46

  3. @mianonnaincarriola: sì, mi è sembrata una bella idea…
    @bandolin: davvero hai visto Praga com’era? bella, bella, bella! ora un po’ si è rovinata… ultima volta vista nel ’92, non era più la stessa…
    per il compleanno: ancora 2 settimane, comunque grazie!

    MauroPiadi

    15-09-2007 at 15:27

  4. Si, ci sono stata l’anno prima che cadesse il muro. Ci sono arrivata con la moto guidata dal mio fidanzato di allora. Eravamo in Piazza San Venceslao in un albergo bellissimo e decadente. Pagavamo L.9000 a notte e poi ho le foto dei capannelli di gente che faceva capannello intorno alla moto parcheggiata davanti all’albergo. Una città “a piedi”, sembrava di camminare dentro a un quadro…Sento ancora quella emozione!… Ci sono tornata dopo e abitavo, con un altro fidanzato, fuori Praga. Arrivata con la metro a Piazza S. Venceslao a momenti svenivo: mentre salivo le scale la prima cosa che ho visto, in alto a violentare tutti i miei ricordi è apparsa la scritta luminosa “KODAK”. Volevo tornare a casa….. Comunque sempre una città meravigliosa, ma un po’ mno emozionante……

    bandolin

    15-09-2007 at 16:59

  5. Mi rendo conto di aver scritto con qualche ripetizione……sai l’emozione

    bandolin

    15-09-2007 at 17:00

  6. @bandolin: piazza Venceslao, non santo! 🙂
    L’albergo decadente sarà mica stato l’Ambassador? Ho abitato pure lì, me l’ero dimenticato, me l’hai ricordato tu, mo’ cerco una foto e la pubblico…
    Per il resto d’accordo sull’emozione…
    Baci
    Mauro

    MauroPiadi

    15-09-2007 at 17:46

  7. No, forse il Paris, possibile?

    bandolin

    15-09-2007 at 17:56

  8. Comunque ho le diapositive, a breve farò un lavoretto per trasferirle in un file e te le faccio vedere

    bandolin

    15-09-2007 at 17:57

  9. Sì il Paris è possibile, l’Ambassador è in fondo, il Paris un po’ più su, verso il centro della piazza.
    Per le diapositive: magari!

    MauroPiadi

    15-09-2007 at 18:24

  10. molto interessante!!

    lella66

    15-09-2007 at 22:21

  11. E va be’, Venceslao, San Venceslao……eralui… e poi io sono buona, santifico tutti

    bandolin

    16-09-2007 at 07:08

  12. davvero una bella idea quella di raccontarsi attraverso gli spazi dove si è vissuti.
    i luoghi, le stanze, le finestre ci hanno raccontato una parte del nostro vissuto, ne hanno condiviso gioie e dolori.
    per me sarebbe difficile, tante case ho conosciute, ma alcune le ho dentro, erano il mio posto delle fragole, altre mi sono scivolate via e mi hanno lasciato poco, forse perchè non erano momenti felici!!
    un abbraccio
    chicca

    chiccama

    16-09-2007 at 11:13

  13. @bandolin: :-)) anch’io, anch’io santifico tutti… fino a prova contraria, però!
    E poi, l’hotel Pařiž – scusa gli accenti, ma sono un po’ pignolo :-)) – non è a piazza Venceslao, ma vicino a piazza della Città Vecchia… cos’è, anche per te l’età avanza???
    😀 …guarda che io sono più giustificato di te, riguardo all’età…!
    Un abbraccio
    Mauro

    MauroPiadi

    16-09-2007 at 14:30

  14. @chicca: ambedue abbiamo viaggiato e vissuto molto… io ho la fortuna di poterli rivisitare alcuni luoghi, ma ambedue lo possiamo fare con la mente; sono quelle piccole (ma per me “grandi”, nel senso di importanti) cose di cui scrivevi nel tuo post “minimale?” e che però contribuiscono a formare quello che siamo e ciò che siamo diventati…
    Un abbraccio forte forte e buon viaggio, Chicca!
    A presto
    Mauro

    MauroPiadi

    16-09-2007 at 14:40

  15. Sicuramente era a Piazza Venceslao. Allora si chiamava in un altro modo. Quando vedrai le foto lo saprai riconoscere.

    bandolin

    16-09-2007 at 18:29

  16. Simpatica l’idea di raccontarti così ci si conosce meglio perchè proprio le vicissitudini di ognuno fà di noi ciò che siamo . La tua vedo è stata una vita molto movimentata e poi hai conosciuto Praga che bella dev’essere. Alla tua età hai un bel bagaglio di esperienze.Buona giornata

    lucia58

    17-09-2007 at 07:58

  17. anche io sono rimasta colpita da questo post ed infatti l’ho letto almeno tre volte. già. . . la casa dell’infanzia. . . e per me anche quella dell’adolescenza e “semi”maturità, ci ho vissuto dai due ai 28 anni e potrei indicare ad occhi chiusi ogni piccola imperfezione del pavimento oppure ogni graffio sul muro, è stata dura lasciarla. Non potrei mai scrivere un post come questo perchè al massimo ho tre foto da inserire e poi la prima casa non posso ricordarla, ero troppo piccola!Sto passando spesso da queste parti e sto riflettendo sul gioco matematico n1 ma non ne vengo a capo.
    ciao

    SpartaG

    18-09-2007 at 11:31

  18. @bandolin: aspetto con ansia le foto!!!!
    @lucia: sì, un bel po’ di esperienze… buone, cattive… ma tutte contribuiscono a formare ciò che siamo (e io sono tutto sommato soddisfatto…). Un abbraccio!
    @sparta: grazie per i complimenti… quanto al gioco… dài che non è molto difficile :-)) un abbraccio anche a te

    MauroPiadi

    18-09-2007 at 11:38

  19. La precisione dei tuo racconto e la nitidezza dei tuoi ricordi mi ha piacevolmente impressionato.
    Continuerò a conoscerti.
    Ciao

    bulumba

    18-12-2007 at 13:24

  20. questa e un abbraccio, tutto per te
    laura

    aironedistelle

    01-07-2008 at 23:52


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