matemauro

Di matematica ma non soltanto…

Hopper, alienazione e altruismo

with 20 comments

Ho scoperto questo quadro grazie a un thriller di Michael Connelly, "La memoria del topo" e me ne sono innamorato immediatamente. L’autore, Edward Hopper, attivo nella prima metà del secolo scorso, può essere definito in molti modi: iperrealista, precisionista, espressionista astratto… ma queste sono etichette; secondo me, a giudicare da questa e da altre sue opere, è uno che ha saputo fissare nei suoi dipinti un momento preciso di una storia che alcuni possono immaginare in un modo, altri in un altro; tutte le storie, però, convergono nell’istante rappresentato dall’autore e poi magari divergono di nuovo.

Questo quadro, "Night Hawks" ("Sparvieri della notte") mi ha colpito in maniera particolare: la coppia, il barista e l’avventore solitario sono figure racchiuse in uno spazio di pochi metri quadrati, eppure sembrano distanti migliaia di chilometri: io interpreto l’opera come un simbolo dell’alienazione della vita odierna.

Quanto spesso ci capita di vivere a stretto contatto con una persona e di non sapere quasi nulla di lei? Siamo troppo compresi nella nostra parte per poterci aprire alle coscienze degli altri. Inversamente, se ci capita di interessarci a un’altra persona capita di essere accusati di impicciarci di affari che non ci competono o, peggio, di volerci approfittare delle difficoltà dell’altro…

Eppure io continuerò a comportarmi come ho sempre fatto: se una persona mi interessa cerco di sapere di lei, cerco di aiutarla se ne ha bisogno; faccio male? Non credo.

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Written by matemauro

09-09-2007 a 17:55

Pubblicato su alienazione, altruismo, hopper

20 Risposte

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  1. amo Hopper da sempre, da quando ho cominciato ad interessarmi di pittura, trovo che abbia rappresentato nei suoi quadri la solitudine assoluta , la sua forza evocativa, il suo sentimento struggente e poetico del paesaggio, degli oggetti e delle persone è travolgente.
    egli dipinge immagini urbane o rurali quasi sempre deserte, immerse in un silenzio e in uno spazio quasi metafisico, ottenute attraverso una composizione geometrica, una qualità fredda e tagliente della luce e un’estrema riduzione dei dettagli.
    iInoltre, il suo genio artistico gli ha permesso di costruire una tavolozza coloristica del tutto originale e riconoscibile, un uso della luce così originale come non succedeva dai tempi di Caravaggio.
    forse ti ho tediato con queste mie parole, ma Hopper me lo sento appiccicato addosso, come una seconda pelle, quando ho urgenza di solitudine e di silenzio.
    forse non ha raccontato solo l’lienazione “costretta” dalla società odierna, ma anche il desiderio di alienazione che è sempre esistito.
    anch’io mi “impiccio” spesso deglia ltri, fin troppo forse, ma qualche volta mi sento avvolgere dalle atmosfere di Hopper e non me ne sotraggo!!!
    grazie per questo spunto di riflessione.
    chicca

    chiccama

    09-09-2007 at 20:07

  2. Grazie a te per il commento, Chicca!

    MauroPiadi

    09-09-2007 at 20:45

  3. anche io amo Hopper, per questo quadro ho provato tempo fa a raccontare una storia a 4 voci
    il barista, quello di spalle
    la rossa e l’uomo di fianco alla rossa!

    devo trovarlo e lo posto sul mio blog

    mianonnaincarriola

    09-09-2007 at 22:59

  4. @mianonnaincarriola: magari! Se solo sapessi scrivere… anch’io guardando l’opera ho immaginato una storia, ma non saprei da dove cominciare per fissarla sulla carta (o sul monitor, heh heh heh :-)))

    MauroPiadi

    09-09-2007 at 23:41

  5. IL SEGRETO DEL ROSSO BIZANTINO[..] Il post di Mauro matematico piadinista, mi ha fatto ricordare di aver scritto tempo un racconto breve ispirato a questo quadro di Hopper, Night Hawks" ("Sparvieri della notte"). Lo ripropongono. “Il bar di Phillie [..]

    mianonnaincarriola

    10-09-2007 at 20:13

  6. Non fai male, Mauro ..anzi! Quando la vita di tutti i giorni ci costringe a rinunciare alla spontaneità…allora sì che siamo finiti anche noi in un quadro di Hopper..

    veraslobosky

    10-09-2007 at 20:24

  7. mai visto questo autore…mi documenterò, grazie!

    Furioo

    11-09-2007 at 12:08

  8. ciao

    sugarlipsx

    11-09-2007 at 13:12

  9. Ciao a te, Fabiana!
    🙂

    MauroPiadi

    11-09-2007 at 13:41

  10. mmmm la memoria del topo mmmm quasi quasi me lo rileggo. Hieronymus Bosch

    martinitry

    11-09-2007 at 18:14

  11. @martinitry: esatto! :-))

    MauroPiadi

    11-09-2007 at 18:29

  12. Cioa Mauro ti avverto che ho mandato prima un commento . In questi giorni Splinder non è al massimo eventualmente ti arrivasse ,l’altro, cancellalo. Vado al dunque .notando questo quadro che non conosco mi viene in mente il bar affollatissimo della città ,non ci si parla neanche un caffè e poi via di corsa.Penso ai tempi quando nei bar gli uomini passavano le serate a giocare e a chiaccherare al bar. Forse anche adesso in alcuni paesini questo avviene. Tu dici che passi per impiccione se ti interessi dei fatti di qualcuno io la penso diversamente vuol dire comunicare, magari lo faremmo tutti .Oggi se vuoi intrattenere un argomento con un estraneo si passa per drogati o per matti .Ma!

    lucia58

    11-09-2007 at 19:54

  13. @lucia58: hai perfettamente ragione, concordo in pieno…
    Un abbraccio

    MauroPiadi

    11-09-2007 at 19:57

  14. complimenti davvero un bel blog

    Sendo84

    11-09-2007 at 23:57

  15. @sendo84: grazie 🙂

    MauroPiadi

    12-09-2007 at 00:05

  16. magari fossero tutti come te!!!

    lella66

    12-09-2007 at 00:06

  17. @lella: non esistono due persone uguali, ma molti o moltissimi che su certe cose la pensano in maniera analoga sì!
    Un bacio e un grazie per la stima che mi dimostri
    Mauro

    MauroPiadi

    12-09-2007 at 00:14

  18. A me questo quadro (mi verrebbe da scrivere “istantanea”) di Hopper ha sempre fatto venire in mente Raymond Chandler.

    A.

    aglajaGE

    13-09-2007 at 23:20

  19. Sì, è vero, in effetti hanno delle forti assonanze; e anche l’autore del romanzo di cui parlo nel post, Michael Connelly, ha preso molto da Chandler…

    MauroPiadi

    13-09-2007 at 23:25


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